La fine di una sofferenza non è sollievo,
è solo il cambio del turno.
Ora tocca a te.

Mi accorgo che ti sto pensando, mentre mi chiedo se il mio pensarti stia avvenendo simultaneamente a un tuo pensarmi. Dovrebbero fischiarci le orecchie, penso, ma no, sono in galleria, qui non prende.

Impassibile, sembro di pietra, indosso un'armatura.
Ma poi confondo sempre debolezza con delicatezza:
sopprimo entrambe, lo fingo un gioco e mi ritiro.
So piangere ancora, ma solo se non trovo un buon motivo.
temporeggiando vincerò la mia battaglia sulla vita, morirà stremata.
mi scrive in privato, e colpisce senza lasciar traccia

Disertrici.

Neanche più mi fate schifo, neanche più mi fate pena, neanche più mi fate niente: tu con le tue foto al gatto e ai cani, le tue sole compagnie durature, vittime mansuete delle tue isterie, sempre pronte a catturare la tua attenzione con le loro necessità biologiche, le uniche che tu sia mai riuscita a soddisfare. Starai con le tue bestie, entusiaste allo stesso modo quando metti e quando togli il guinzaglio, incapaci di giudicare - una mancanza perfettamente in sintonia con la tua incapacità di farti valutare per quel che sei, dato che la sproporzione fra le tue ambizioni e la tua mediocrità ti hanno sempre presentata ai miei occhi per ciò che *non* sei; e tu invece, tu con la tua incapacità di perseguire un obiettivo fino in fondo, ragazza destinata al fallimento tramite la mancata vittoria per rinuncia di mille attività, hai retto l'università per tre anni e andrai a fare altro, come hai retto l'amore per tre anni e sei andata a farti un altro, evitando sempre il momento della resa dei conti, evitando ogni valutazione sincera, evitando ogni silenzio perchè in quel silenzio avresti sentito il più sincero giudizio sulla tua vacuità. Vi ho amato per ciò che non mi avete dato, perchè se nella vita non si riceve niente almeno ho avuto qualcuno cui rivolgermi per affezionarmi alla mano che mi porgeva questo nulla. Abiette obiettrici di coscienza di una guerra che non c'è mai stata, quella fra le vostre realtà depositate sul fondo e i vostri desideri galleggianti in superficie, così lontani che ormai sono evaporati. Disertrici, vili, furtive e fuggiasche dalle vostre autenticità, arriverete ad arrendervi anche poco prima della morte perchè semplicemente non sarà più vita la vostra: saranno parole saranno sillabe saranno suoni saranno soffi sarà il vento sarà aria sarà il vuoto sarà il niente. Come è vero che neanche più mi fate niente.
tornare di sera come sempre appoggiare la borsa come sempre sfilarsi il giubbino come sempre e non più entrare nella cameretta buia e non più darti un bacio e non più parlarti della giornata

a chi le racconto adesso le bugie su come è bello il mondo là fuori?
ahem, ... salve ... ecco volevo leggere.. volevo solo ricordare qui durante questa messa le parole che la "vostra sorella", mia madre, ripetè spesso in vita terrena, e mi disse anche poco prima della sua scomparsa.
Dove cazzo è adesso il loro dio di merda?
Amen.
Me ne andrò da tutto questo, dai suoni e dai rumori del giardino, della pioggia sul tetto appena sopra il nostro quarto piano, il flauto della colombiana, "la voce" come la chiamavi tu quando sentivi quella dolce del vicino, il rubinetto dietro questa parete, e la tosse, a qualsiasi ora della notte, la tosse che ci svegliava entrambi, la tosse che rieccheggiava nel lavandino, il frizzare dell'acqua bollente sul metallo della pentola per le tue innumerevoli tisane durante la notte più profonda, i blister delle medicine a qualsiasi ora, la nausea, il pianto strozzato, le parole che
lì raggomitolata come un ragno di quelli che amavo uccidere
sei stata così inconsistente che l'unica volta che hai saputo attaccarmi lo hai fatto usando le mie parole.
se mi vedi grigio è perchè ricevi solo trasmissioni in bianco e nero
Freddo, automobile, riscaldamento acceso.
Impazzire come quando cerchi con lo sguardo il confine che si sposta fra vetro appannato e non.
Il bene che mi hai fatto è stato utile come una cura medica prima di ammalarmi, come un cerotto prima di essere accoltellato.
non smetterò mai di odiare. mi basta vedere la tua foto, lercio traditore, per trasformarmi in sdegno, rabbia e collera. posso anche dimenticare la causa, ma ti salterò addosso, sfregerò il tuo sguardo con il mio, strapperò i tuoi denti con i miei, spezzerò le tue unghie con le mie. 
quando il tuo corpo sarà a brandelli, solo allora sarai diventato uguale me.
ti ho sempre tenuto alcuni minuscoli segreti, per conservarli qualunque cosa sarebbe successa. poi ho perso te, poi ho perso quelli. la sconfitta avanza in modo marziale, e la sentenza su ciò che credi di aver salvato è solo rimandata. è questione di tempo: non morirai solamente tu, morirà anche il tuo ricordo.
la tua debolezza la possono capire solamente persone che non ti stimano, e la possono curare solo persone che ti fanno ribrezzo. scelgi molto bene le persone con cui circondarti, dovranno proteggerti dalla te stessa che potrebbe migliorarti
essere la causa del tuo stare bene e la conseguenza del tuo stare male
ho messo la notifica per quando ti disconnetti da messenger, potevi darmi una notifica quando ti sei disconnessa dalla mia vita
devi aver fatto qualcosa di ripugnante: la tua vita è una condanna che sconti da % anni. auguri.
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Sotto le coperte mi colpisce una riflessione fantastica. Dovrei segnarmela prima di addormentarmi ma mai nessuno la leggerà. Lascio che mi si dissolva nel dormiveglia, bella come mai potrò raccontare, e domani nemmeno io saprò quale è. Ma sarò migliore.
Esiste una maniera più delicata di scomparire completamente, che è continuare a esistere, non è neanche tacere, è continuare a parlare ogni tanto, che nessuno se ne accorge e tu puoi smettere di esistere, smettere di crederci, stare nella tua testa, lontano da ognuno. L'assenza è nella presenza. La routine è la morte più profonda, e fintanto che tutti avranno l'illusione della tua esistenza potrai veramente morire.
Come dio.
Divorare se stessi o consumare le tracce lasciate intorno. I vuoti di ciò che distruggo li trascrivo qui
Stavo bene con te. Eri tu a stare male con te stessa. Saresti dovuta andartene e lasciarmi solo con te.
Amore, mia bella terrona di gennaio, il tuo calore si è dissipato e hai portato l'estate.
Agosto.
E sei gelida come la morte.
Confondi l'atteggiamento con la personalità.
Vuoi qualcuno che non ti trovi difetti. Vuoi qualcuno che non ti ami per i tuoi difetti come ho fatto io. Cerchi qualcuno che non ti ami. Non cerchi me. Sei marciume, come posso non amarti.
Io delle persone amo il marcio. Vuoi conoscermi? Vedrai l'immagine di te senza censura, e mi odierai.
Guarda che lo vedo: ti lecchi le ferite non per disinfettare con la saliva, ma per gustare il sangue.
La tua immagine raffigurata può fare compagnia anche a un ateo. E' della fede che non me ne farò mai nulla: è un sentimento non corrisposto e la religione è la frustrazione di un silenzio.
Per sentirmi osservato dal tuo obiettivo fotografico ho tenuto come sfondo la tua immagine allo specchio. E' il riassunto di come non mi hai amato.
Non amarmi, offro io.
Rimango solo, pago per due, ti amo per due. I miei problemi stanno nei tuoi occhi, non serve neanche che mi guardi.
Pensieri sbattono inquieti dentro la testa. Per fortuna ho la pelle che mi contiene. Niente mi calma perché sono sempre calmo.
Ancora non so distinguere se il piacere che provo al tatto è velluto o muffa.
Ho capito che era davvero finita quando in macchina ho regolato di nuovo le frequenze di radio24 sui miei posti.
Il maglione che mi avevi regalato aveva una macchia. Ora che è andata via non ti odio più, è andata via con i ricordi. Certo che coi lavaggi ora mi va stretto.
Se non fosse per il fatto che provo più sentimenti del dovuto, tu non saresti stata nessuno.
Certe cose scritte leggermente con l'unghia sulla condensa non vanno via neanche a morire.
Non rinuncerò mai a te?
Vorrei ti ammalassi gravemente per poter essere l'unico a curarti. Poi ti lascerei morire avvelenata, lentamente, squallidamente, peggio che la vita.
Il sole più grande che si sia mai visto, giusto un attimo prima che tramontasse. Dove sei, stronza? Dove eri un attimo prima?
Cambia macchina fotografica cambia università cambia città cambia pettinatura non avrai più nessuna mia traccia sul tuo corpo. E anche la cicatrice che ricordo non sarà più sotto la bocca ma solamente sopra il mento.