Me ne andrò da tutto questo, dai suoni e dai rumori del giardino, della pioggia sul tetto appena sopra il nostro quarto piano, il flauto della colombiana, "la voce" come la chiamavi tu quando sentivi quella dolce del vicino, il rubinetto dietro questa parete, e la tosse, a qualsiasi ora della notte, la tosse che ci svegliava entrambi, la tosse che rieccheggiava nel lavandino, il frizzare dell'acqua bollente sul metallo della pentola per le tue innumerevoli tisane durante la notte più profonda, i blister delle medicine a qualsiasi ora, la nausea, il pianto strozzato, le parole che
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non posso farci nulla, ma mi si bagnano gli occhi. queste parole.. sono cosi'.. significative. sono tutto, in cosi' poco.
RispondiEliminadove andrai?
ti abbraccio :*